26 Maggio 2013
   
   
   
   
 

Presentato il progetto Čudežni zlom/La rotta miracolosa
Un viaggio nelle contraddizioni del confine tra Posočje e Benečija
Nato dalla collaborazione tra Leone Contini e Špela Zidar

Quattordici tappe a cavallo del confine orientale, tra Benečija e Posočje. Una road-map attraverso un'accurata selezione di luoghi simbolo delle contraddizioni identitarie ed ideologiche che caratterizzano questo territorio. Il lavoro dell'artista toscano Leone Contini, curato da Špela Zidar (originaria di Ljubljana) č stato presentato nel week-end del 14 e 15 luglio, con partenza al sabato dal museo della Grande guerra di Caporetto, partner del progetto sostenuto anche dal Ministero – italiano – per i Beni e le attivitŕ culturali e dal Gai (Associazione per il circuito dei giovani artisti italiani). Il risultato č un viaggio attraverso luoghi che evocano ricordi di un passato piů o meno recente ma che mostra i suoi segni, qui forse in modo piů evidente che altrove, anche sul frastagliato presente ‘globalizzato’.
Elemento centrale dell'opera di Contini č dunque il confine che ha conosciuto la grande guerra, la dittatura fascista e l'occupazione, il socialismo jugoslavo con tanto di guerra fredda, ma anche lo shock del dissolvimento della Repubblica socialista e, attraverso profughi e ‘cancellati’ (izbrisani), anche i crudi retroscena delle guerre balcaniche. L'idea - ci ha spiegato Contini - č nata dalla doppia, antitetica definizione dell'evento bellico piů conosciuto accaduto da queste parti. Quella stessa battaglia che in Italia č passata alla storia come la disfatta (o la rotta) di Caporetto e che invece in Slovenia viene definita čudež (miracolo). Una distanza terminologica, questa, che riflette una contrapposizione durata quasi un secolo, divenuta anche questa poi parte integrante del territorio. Una conflittualitŕ imposta da meccanismi economici di due parti (gli imperi prima e i blocchi poi) che ha finito per segnare in maniera indelebile il territorio fisico, ma anche la memoria collettiva della popolazione di confine. Il tutto nonostante una marcata, ed ancora visibile, continuitŕ linguistica e culturale.
La road-map di Contini dunque si insinua nei ‘paradossi antropologici’ che la modernitŕ contemporanea ha prodotto sul confine orientale. Non č una ricostruzione storica, ma l'individuazione di una serie di tappe che evocano insieme le rapide trasformazioni dell'ultimo secolo di storia, ma anche luoghi e saperi millenari che nonostante tutto ancora sopravvivono.
In questo contesto, ad esempio, č emblematica la ‘passeggiata in Planina’. Da una casa-museo privata (Drežnica), in cui sono conservati una serie di reperti bellici della prima guerra mondiale, ma anche oggetti tradizionali del folclore locale, si passeggia attraverso i resti delle trincee, l'attenzione del visitatore viene perň spostata, da una guida del posto, sulle piante selvatiche conosciute da tempo immemore anche per le proprietŕ officinali.
La vicenda dei ‘cancellati’ in Slovenia (si propone la visita alle sculture ‘effimere’ dell'ortofrutta di Caporetto il cui autore e proprietario dell'attivitŕ ha origini bosniache), si specchia, da questa parte del confine, con la caserma abbandonata di Purgessimo che negli anni novanta ha ospitato i profughi in fuga dai Balcani.
Vengono segnalati alcuni piccoli privati ‘mausolei’ sloveni che conservano cimeli della ex Jugoslavia, il cui mito fondativo (insieme a quello del maresciallo Tito) č ancora vivo seppur confinato in collezioni nostalgiche.
Viene proposto, infine, un percorso nell'italianizzazione della Benečija. Dal monumento dei caduti di Savogna dove si pone l'accento sulla traslitterazione italiana dei cognomi del posto alla quale perň la pronuncia fonetica sopravvive tutt'oggi, ci si sposta alla chiesetta di San Quirino alle porte di San Pietro. Luogo storico per la Slavia Veneta (č la chiesa piů antica della parrocchia, sede del grande arengo fino al 1804) č oggi – anche - un sacrario militare: “Qui dove i morti vivono” č l'iscrizione sul porticato che accoglie il visitatore. Un motto che Contini, nella brochure della mappa, ha messo in relazione con un link di youtube che ritrae la manifestazione anti-slovena della fiamma tricolore di Cividale, tenutasi proprio a marzo di quest'anno durante la preparazione del suo lavoro. Nella Slavia veneta “nulla č come sembra - č la spiegazione dell'artista - e capita ancora di vedere sfilare i fantasmi della Storia”.



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