BALLOCH FISCHIATO A UDINE, FONTANINI OMAGGIA SOLO LA OSOPPO
Un trittico di celebrazioni ufficiali (più una ufficiosa) ha caratterizzato quest'anno la commemorazione della Liberazione a Cividale. L'occasione che certamente ha avuto più risonanza a livello mediatico è stata il discorso del sindaco della città Stefano Balloch durante la manifestazione provinciale di Udine. Fischi, grida e l'esposizione di uno striscione “o Gladio o Resistenza”. Così una parte, non maggioritaria, della folla radunatasi per l'occasione in piazza della Libertà nel capoluogo, ha accolto il lungo intervento di Balloch. Contestazioni in ogni caso non provenienti solo dai settori “anarchici e No-tav” come riportato in maniera riduttiva dalla stampa nei giorni scorsi. Nonostante il chiasso, Balloch ha tirato dritto (interrompendosi solo per un breve richiamo ai contestatori “è primavera e i merli fischiano”) rimarcando i valori unitari della Resistenza che diedero vita alla Costituzione della Repubblica. Il sindaco di Cividale è stato poi in qualche modo difeso dai convinti applausi delle autorità presenti sul palco e dal cerimoniere (ed ex combattente partigiano) Luciano Rapotez che è successivamente intervenuto per esprimere tutto il suo rammarico per l'accaduto. La contestazione era comunque prevedibile e in qualche modo attesa. Balloch infatti nei mesi scorsi era stato al centro di una polemica, dai toni a tratti molto accesi, per aver ipotizzato, insieme al collega Dario Zearo, sindaco di Tolmezzo, e a Pietro Fontanini, presidente della Provincia di Udine, una celebrazione alternativa (rispetto a quella di Udine) della Liberazione a Cividale. Il tutto poi è parzialmente rientrato dopo l'invito di Furio Honsell a Balloch perché prendesse la parola dal palco della manifestazione provinciale. Parzialmente appunto, perché nella città ducale la tradizionale manifestazione del 25 aprile è stata spostata per l'occasione, seppur in un orario compatibile con quella di Udine, dal tradizionale monumento di piazza della Resistenza a quello dedicato ai caduti di tutte le guerre di via Marconi. A Cividale quindi, nella mattinata del 25 aprile, alcuni cittadini – e anche lo stesso Balloch - hanno reso omaggio (appunto ufficiosamente) al monumento di piazza della Resistenza, altri raccolti dietro lo striscione dell'Anpi locale, hanno abbandonato la manifestazione ufficiale prima degli interventi degli oratori. Non hanno sentito dunque né il discorso del sindaco - una sintesi di quello pronunciato poco dopo a Udine - né quello invece piuttosto polemico di Fontanini. Il presidente della provincia, infatti, ha sottolineato come il 25 aprile non debba essere “l'occasione per fare comizi politici ed attaccare il governo”. Poi ha esplicitamente rimarcato il distinguo che qui sul confine orientale rende ancora oggi molto complicata l'unità di tutte le forze politiche nella celebrazione dei valori della Resistenza. “Oggi - le parole di Fontanini - si celebra la festa di un popolo, quello friulano; non è risultato vincente allora infatti il progetto che voleva instaurare in questa zona il Comunismo, il nostro grazie va dunque soprattutto ai partigiani della Osoppo-Friuli che hanno lottato per la piena libertà del popolo friulano: a questa forza nata dalla Resistenza vada dunque il nostro saluto”. Il trittico di celebrazioni si è poi concluso lo scorso primo maggio con l'omaggio ufficiale della città (liberata appunto il 1. maggio del 1945) al monumento alla Resistenza. In quest'occasione Balloch ha ribadito come i valori della Resistenza appartengano a tutti (e che – ha sottolineato - “nonostante i fischi come sindaco mi sento di rappresentarli”) ricordando il sacrificio congiunto di Osovani e Garibaldini per la liberazione della città. Quanto alle polemiche dei giorni scorsi il sindaco ha rimarcato che “non esistono celebrazioni o monumenti di serie A e di serie B, è in malafede chi vuole strumentalizzare questi avvenimenti”.
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